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Paolo Gasparini - LA PASION SACRIFICADA
Societā Operaia, Spilimbergo
15 luglio 17 settembre 2000
Fotografie in Mostra: 140
Paolo Gasparini possiede una vasta esperienza come fotografo. Il suo lavoro č servito da orizzonte, ispirazione e dibattito per molti dei suoi colleghi. Lui č ritenuto da noi un pioniere nel mestiere. Nell' opportunitā presente partecipa con tre fotomurales: El cuerpo del Che (Il corpo del Che) e El cuerpo de Tina (Il corpo di Tina), entrambi appartenenti alla mostra La pasion sacrificada (La passione sacrificata), tenuta a Caracas in dicembre 1993 e El rostro barrido (Il volto svuotato). I fotomurales sono composti da 46, 48 e 40 fotografie rispettivamente, ed in essi vengono combinate fotografie di altri autori, di autori anonimi e del proprio artista. Si potrebbe affermare che l' espediente d' incorporare immagini celebri insieme a quelle sue opera inversamente al processo di "appropriazione", ampiamente usato dagli artisti degli anni Ottanta. Probabilmente per causa della sua permanente dissidenza politica, Gasparini si propone di disgregare criticamente certi iconi simbolici, come sono per l' appunto il Che Guevara e Tina Modotti. Percorrendo la memoria visuale dell' America Latina, visualizza i propri registri fotografici (e quelli di altri), mediante la creazione di quella molteplice e frammentaria immagine che č il fotomural, decostruendo alcuni degli iconi che hanno rappresentato possibilitā emancipatrici per questa parte del continente. La sua prospettiva č, tuttavia, quella del disincanto: la violenza scatenata sembra tingere tutti i processi emancipatori, i quali vedono affogare tutte le loro possibilitā. Il fotomural ridiventa coė, per noi, il volto sociale dell' America Latina, ma si presenta anche come uno spazio psichico, non iconico, ma iconoclastico, dove l' artista si mostra come un passante e dove egli libera e interpreta le sue impressioni del passato e del presente. Il lavoro, nel suo complesso, risale alle radici concettuali che diedero origine a quelle ricerche artistiche iniziali, forse con il proposito di spiegarsi la vigenza e perdurabilitā del proprio fatto creativo.
Tahėa Rivero
Presidentessa Museo Alejandro Otero, Caracas